INDURATIO PENIS PLASTICA

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La fibrosa peniena, detta anche Morbo di La Peyronie è una malattia del pene caratterizzata da una fibrosi della tunica albuginea, ovvero la guaina scarsamente vascolarizzata che riveste i corpi cavernosi del pene. Questo determina una limitazione alla elasticità della fascia del pene interessata dalla malattia durante le erezioni e una conseguente curvatura del pene.
Le cause non sono note, tuttavia è ipotizzabile che alla base del processo fisiopatologico della malattia vi possano essere traumi o microtraumi ripetuti nel tempo a carico del pene eretto che determinano lesioni dell’area della tunica albuginea. E i normali processi riparativi dell’organismo che intervengono producono infiammazioni locali e la formazione di una cicatrice: questa è la tipica “placca” della Induratio Penis Plastica (I.P.P.), che col tempo può diventare immodificabile e stabilizzare di conseguenza la malattia.
Colpisce prevalentemente uomini di mezza età, molto più raramente soggetti giovani o anziani.
Nei giovani infatti l’enorme elasticità dei tessuti è in grado di assorbire questo tipo di traumi, di contro negli anziani la scarsa elasticità dei tessuti si accompagna però a una notevole riduzione dell’energia durante i rapporti sessuali: ecco spiegato perché è proprio nella mezza età, quando lo stress a carico del pene è ancora elevato ma i tessuti perdono gradualmente la loro elasticità, che si verifica la malattia.
La IPP si manifesta con una fase acuta e una fase di stabilizzazione: è nella fase acuta, quella in cui i processi cicatriziali sono ancora in atto, che va aggredita la malattia con una terapia idonea, il cui primo passo è sempre un chiaro e sereno colloquio tra specialista e paziente, meglio se alla presenza anche del partner.
Androline propone ai suoi pazienti un protocollo terapeutico, di sperimentata efficacia da parte dei medici specialisti, e mette a loro disposizione gli strumenti più’ innovativi e apparecchiature dedicate per la terapia concordata, come:

PER QUESTA PATOLOGIA È CONSIGLIATO L'UTILIZZO DI

Induratio Penis Plastica (I.P.P.) o Morbo di “La Peyronie”

ESPERIENZE  E METODI TERAPEUTICI
E’ ben noto a quanti se ne occupano, quali e quante difficoltà presenti la ricerca della reale etiopatogenesi nella malattia di “La Peyronie”, ciò che potrebbe aprire la strada ad un trattamento causale, illustre assente dall’armamentario terapeutico attuale dell’andrologo.
II morbo per altro, bisogna riconoscerlo, si presenta come oggetto di studio tutt’altro che ideale per la ricerca di base: per l’ermetismo del suo costituirsi ed evolvere; per l’organo che affligge disagevole da sottoporre a campionature bioptiche utili allo studio diretto del decorso dell’affezione; per la naturale inclinazione dell’urologo – andrologo interlocutore di questi pazienti, a privilegiarne l’aspetto terapeutico di più immediata affinità e competenza, spesso non disgiunto da un titolo ex juvantibus del provvedimento di verifica di un’ipotesi etiologica non altrimenti dimostrabile.
Tutto ciò ha probabilmente contribuito a far segnare il passo ad un completo inquadramento scientifico della malattia da quel 1743 anno della sua prima descrizione a tutt’oggi.
Recenti studi fanno risalire la sua origine a ripetuti traumatismi locali ed annessi microtraumatismi vascolari con relativa deposizione di fibrina negli spazi tessutali la quale però non verrebbe adeguatamente riassorbita durante il normale processo di rimodellamento e riparazione della tunica albuginea.
I depositi di fibrina a loro volta provocherebbero: un aumento della permeabilità vasale, la liberazione di fattori chemiotattici per i leucociti, l’attivazione e la proliferazione dei fibroblasti.
II risultato di tali processi darebbe esito ad una sostituzione del normale tessuto elastico dell’albuginea con un tessuto fibroso cicatriziale
anelastico; la calcificazione della placca fibrosa rappresenterebbe poi lo stadio finale della malattia.
Negli ultimi anni è stato proposto l’uso del Verapamil in quanto tale molecola calcio-antagonista è in grado di inibire la sintesi e la secrezione fibroblastica di collagene.
In questo lavoro rappresentiamo la nostra esperienza clinica sull’uso del Verapamil mediante ionoforesi.
In tale ottica e con tali limiti si inserisce la nostra esperienza terapeutica farmacologica con “Verapamil” alla quale però la messa a punto di una nuova tecnologia miniaturizzata (Jonomed) per la parte fisica del trattamento, ha conferito rinnovato slancio e prospettive, consentendone l’effettiva attuazione intensiva perché divenuta domiciliare, personalizzata ed estremamente maneggevole.

MATERIALI E METODO
Sono stati trattati n.15 pazienti tutti affetti da IPP, con una età compresa fra 44 e 67 anni; nessuno di questi pazienti era stato sottoposto a precedenti terapie.
N.8 pazienti pazienti accusavano un associato disturbo dell’erezione.
In n.8 casi su 15 era presente dolore in fase di erezione.
Tutti i pazienti, prima del trattamento, sono stati sottoposti al seguente studio: anamnesi, E.O., Rigiscan notturno, ecografia peniena dinamica, doppler penieno dinamico.
I diametri della placca variano da 2 mm a 23 mm.
In n.7 casi su 15 era presente una calcificazione nel contrasto della placca d’induratio.
II grado di incurvamento penieno, quando presente, variava da 10 a 80 gradi.
A tutti i pazienti è stato proposto il seguente trattamento: Ionoforesi giornaliera per 6 giorni alla settimana e per 6 mesi con il farmaco Verapamil in dose 5 mg per via Ionoforesi con elettrodi posizionati ai lati del pene (farmaco sul polo positivo + una corrente di 4 milliA, per 20’).
II follow up minimo è stato di 6 mesi.
Tutti i pazienti hanno eseguito ecografia peniena dinamica di controllo al termine dei 6 mesi di trattamento.

RISULTATI E CONCLUSIONI
I risultati raggiunti sono i seguenti: scomparsa del dolore associato all’erezione  entro la prima settimana di terapia riduzione dell’incurvamento,  miglioramento delle performances sessuali, riduzione di volume della placca, riduzione volumetrica variabile dal 30% all’82% (media 56,3%).
Non si è verificato alcun effetto collaterale tranne 2 casi di piccole ustioni verificatesi durante i primi giorni di uso dell’apparecchio ionoforetico.
I risultati ottenuti con la ionoforesi ci sembrano interessanti.

Materiali e Metodi
II Verapamil è un calcioantagonista al quale studi recenti hanno riconosciuto la proprietà di inibire la sintesi, da parte dei fibroblasti, di macromolecole quali il collagene, per disattivazione della prolina.
II farmaco consentirebbe quindi una terapia nell’ottica etiopatogenetica prevalente del morbo che appare inquadrabile proprio nell’ambito delle collagenopatie.
II protocollo per la terapia fisica domiciliare prevede:
- Verapamil 5 mg jonoforesi giornaliera con il farmaco (1 fiala 5 mg.) sul polo positivo per 20’/4mA(Jonomed)per 6 mesi.
- Lioton mille o pomate tipo voltaren ecc. con ultrasuoni (1MHz) (Androsonic)
- Extender Simplex per esercitare una trazione sul pene, mediante un sistema binario (stretching modulato).
Terapia fisica d’associazione ambulatoriale : laser (5KHz) + ultrasuoni (1MHz) in unica emissione (Laser Sonic) bisettimanale;

CRITERI DI INCLUSIONE
- Malattia all’esordio
- Presenza di dolore
- Incurvamento lieve
- Placche non calcificate

CRITERI DI ESCLUSIONE
- ECG con alterazione del ritmo (blocchi a-v bradicardia) ipotensione
Un’ottima compliance è stata dimostrata dai n.48 pazienti nei 6 mesi di trattamento e con un follow-up attivato (jonoforesi bisettimanale) di altri sei mesi.
Non si sono avuti effetti collaterali o complicanze.
I risultati positivi sui classici parametri : dolore, incurvamento e placca, sono stati più precoci rispetto alla nostra pregressa esperienza con Orgoteina, probabilmente per l’effetto favorevole della semierezione che fa seguito all’infusione del preparato rendendo più vulnerabile la placca e per la jonoforesi intensiva oggi davvero possibile per tutti con JONOMED mini apparecchiatura portatile a batteria e grazie alle spiccate proprietà di trasporto del Verapamil, molecola anfotera a basso peso molecolare (490).

Nota Bene
Recentemente uno studio di andrologi ha riferito che mediante stiramento del pene, la tunica albuginea si estende/dilata rendendosi più permeabile al farmaco ed ad una più ricca vascolarizzazione, ottenendo significativi risultati nella diminuzione della dimensione della placca/fibrosi quindi riduce la  curvatura e recupera qualche centimetro in lunghezza.
In base a quanto premesso abbiamo messo a punto un  estensore “EXTENDER SIMPLEX” per esercitare una trazione sul pene in modo originale, cioè esercitando uno stretching modulato – mediante un sistema binario – affinché la tunica albuginea  si rieduchi ad acquistare la naturale elasticità.
Questa metodica in abbinamento alla terapia con ionoforesi  “Jonomed” o con ultrasuoni  “I.P.P. Sonic”:sinergismo che riduce i tempi di terapia e ne aumenta l’efficacia.
L’uso dell’Extender Simplex  ha evidenziato, inoltre, un’azione tonificante sul pene, decongestionante sulla prostata e verosimilmente efficace anche per la  cura della eiaculazione precoce.

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